Gnocchi alla sorrentina

Sorrento è una piccola città  situata a sud del golfo di Napoli, lungo la bellissima costa della penisola sorrentina. Questo luogo di straordinaria bellezza offre anche tanti prodotti tipici dai sapori e gli aromi unici e inconfondibili: le arance, i limoni, il limoncello (un liquore dalla preparazione semplice e dal gusto intenso), la deliziosa pizza di Vico Equense!

Di tutte queste prelibatezze oggi vorrei segnalarvi gli gnocchi alla sorrentina, un piatto semplice ma molto gustoso.

Ricetta Struffoli

Con l`avvicinarsi delle feste natalizie voglio presentarvi un dolce tipico di questo periodo e tipico della cucina napoletana: gli struffoli. Questo dolce non manca mai sulle tavole imbandite nella sera della vigilia e si compone di tante piccole palline di pasta, fritte e immerse nel miele, una vera leccornia!

Nonostante il loro essere dolci così tradizionali in realtà  pare che gli struffoli non siano stati inventati a Napoli, ma che siano stati portati nel mondo partenopeo dai greci. Il loro nome, infatti, deriverebbe dal greco: strongoulos, che significa appunto “arrotondato, tondeggiante”; inoltre nella cucina greca è presente una preparazione piuttosto analoga: i loukoumates,delle piccole frittelle rotonde cosparse di miele.

Ricetta pesto alla genovese

Una ricetta tipica del nord Italia facile da preparare è il pesto alla genovese. Il pesto è una salsa fredda di basilico tipica della Liguria. Questo prodotto è ormai diffusissimo in tutto il mondo come condimento per la pasta. Le sue origini sono piuttosto recenti, si inizia a parlare di pesto più o meno nel 1800, però si ritiene che questa salsa derivi da un`altra, ancora più antica, a base di aglio, già  usata nel 1200.

L`inconfondibile sapore del pesto alla genovese originale è dato dall` uso del basilico ligure, questa pianta differisce dalle altre della propria categoria perché le sue foglie non hanno quel retrogusto di menta tipico del basilico comune. Addirittura molti ritengono che il basilico ideale per il pesto sia solo quello coltivato a Genova nella zona fra Prà  e Pegli.

Ciambella al cioccolato

Oggi vorrei presentarvi un dolce al cioccolato caratteristico della pasticceria italiana, veramente buonissimo e anche molto semplice da preparare. Prima di cominciare con la ricetta, vorrei però parlare un po` del cioccolato, questo alimento meraviglioso a cui tanti pregi e tante qualità  vengono attribuite. Innanzitutto il cioccolato ha alle spalle una storia antichissima, infatti la pianta di cacao veniva già  coltivata dai Maya intorno all`anno mille, poi col passare del tempo si diffuse anche presso gli altri popoli dell`America Latina.

In quell`epoca il cioccolato aveva un valore mistico e religioso, non a caso era considerato il cibo degli dei, ed era usato in molte cerimonie. Di solito veniva consumato come bevanda, chiamata “xocoatl”, sia calda sia fredda e spesso aromatizzata al peperoncino.

Melanzane alla parmigiana

La parmigiana di melanzane alla napoletana.

Questo piatto tipico della cucina made in italy è una variazione della più classica parmigiana di origine siciliana.

Rispetto l` etimologia del nome “parmigiana” ci sono molti pareri contrastanti: secondo alcuni il termine si lega all`uso che si fa del parmigiano in questo piatto; secondo il Dizionario Devoto- Oli, invece, il termine parmigiana avrebbe a che fare con il modo di cucinare dei Parmigiani, cioè degli abitanti di Parma, che cucinano i vegetali a strati; secondo altri, infine, la parmigiana è un piatto siciliano che non ha nulla a che vedere col parmigiano, infatti nella sua preparazione originale i siciliani usano il pecorino, e in realtà  il termine deriva dalla parola dialettale siciliana “parmiciana” che rappresenta le liste di legno di una persiana proprio per indicare la disposizione delle melanzane nella teglia.

Per quanto riguarda la nostra parmigiana napoletana si tratta di un pasto completo, saporito, ma anche abbastanza pesante.

Paella spagnola

La paella è nota soprattutto come paella valenciana, infatti è proprio da questa zona della Spagna che proviene questo ricchissimo piatto. In passato la paella era un pasto popolare, umile, il riso si condiva con quello che c`era in casa e molti ritengono che proprio da questo abbia avuto origine il carattere misto di questo piatto, che mescola carne, pesce e verdure.

In realtà  l`originale versione valenciana prevede solo l`aggiunta di carne e verdure al riso. Oggi Valencia è la terza città  più popolata della Spagna ed è un importante porto che si affaccia sul Mar Mediterraneo. Esistono molte varianti della paella: c`è quella “de marisco con frutti di mare, quella de pescado con pesce e verdure; insomma, gli ingredienti cambiano in ogni versione, gli unici che restano fissi sono riso, zafferano e olio d`oliva.

Dolmades – Piatti Internazionali

Dolmades dalla Grecia

La parola dolma deriva dal verbo turco “dolmak” che significa semplicemente riempire. Il termine dolma, quindi, è usato per indicare le verdure ripiene. Ogni verdura che si presta ad essere riempita può diventare dolma: i pomodori, i peperoni, ma anche le foglie di vite e le foglie di cavolo. Queste verdure possono essere riempite sia con la carne sia solo con del riso; le prime di solito sono servite calde, accompagnate con salsa di yogurt, le seconde invece vengono cotte in olio d`oliva e mangiate fredde.

Ne esistono molte varianti, infatti i dolma sono presenti anche nella cucina iraniana, irakena, rumena e armena, ma la variante che intendo presentarvi è quella greca che prevede l`utilizzo di foglie di vite o di cavolo e di riso e di carne di maiale per il ripieno. Questo piatto può essere servito sia come antipasto sia come primo.

Guide gastronomiche, quale scegliere?

Mi capita ogni tanto di andare in edicola senza ben sapere che giornale prendere e va sempre a finire che ne compro o uno di orologi o di cucina. Fino a pochi anni fa la mia scelta cadeva sempre su Gran Gourmet, periodico un po elittario e chic (18000 lire!) ma molto ben fatto.

Oggi quando mi capita compro il Gambero Rosso , sembra un fratellino minore ma fa spesso articoli interessanti per chi come me è del settore. Negli ultimi tempi da molto spazio ai giovani cuochi, ma molte volte non sono italiani, si parla spesso di francesi e ancor più di spagnoli (e in questo caso di tutta la cucina iberica che sta spopolando).

Schnitzel tedesco

Stoccarda è una città  della Germania meridionale molto suggestiva, io l`ho visitata a natale ed è soprattutto in questo periodo che questo luogo assume un aspetto di bellezza straordinaria. La neve, il freddo, i camini fumanti, le case e le strade piene di luci e addobbi natalizi; in quest`atmosfera meravigliosa non c`è niente di meglio di una cena al ristorante per gustare una sostanziosa porzione di schnitzel accompagnata da un buon boccale di birra.

Moussaka


La Grecia è sicuramente un luogo noto per le bellezze del territorio, ma è anche la patria di molti cibi dal gusto intenso e saporito; tra questi vale la pena menzionare la moussaka o mussaka. Una porzione di moussaka è un pasto completo e gustoso, ed anche abbastanza economico (in un buon ristorante greco se ne può mangiare un piatto abbondante a un prezzo che si aggira tra i 5 e i 7 euro).

Vini e pagelline frettolose

Escono in questi giorni le guide enogastronomiche, di svariate case editrici italiane, che ci dicono come si mangia nie migliori ristoranti (e quali sono) come si sta nei bar più belli della penisola e quali siano i vini migliori usciti dalle cantine in questo anno. E’ proprio sui vini vorrei dilungarmi un po’.

Mi capita spesso di bere vini che sono troppo giovani per poter essere degustati nel pieno della loro bontà , e questo, che in passato era prerogativa dei vini rossi, tocca sempre più anche i bianchi persino i cosidetti base.

Cucina italiana in un constesto culturale

Si parla molto spesso, e molte volte a sproposito, di radici, non nel contesto gastronomico, ma in un contesto socio-culturale molto ampio che va dalla religione alle + normali abitudini di vita. qui a seguito vorrei parlare di radici culturali del campo che mi compete cioè il mestiere di cuoco. ll mio modo di cucinare è prettamente italico con una forte componente emiliano-romagnola visto che da li io vengo.

Il miglior caffè al mondo

Non si può parlare di caffè senza prima menzionare la regione Kaffa dell’Etiopia dove appunto la pianta del caffè cresceva spontaneamente e dove la maggior parte degli abitanti usavano spremerne i frutti maturi creando così una bevanda rossastra che dava effetti eccitanti e proprio per questo veniva spesso usata anche come medicinale naturale.

In ogni caso è quasi impossibile dare una denominazione geografica precisa al caffè e alla sua scoperta come bevanda, molti infatti sostengono che il nome derivi dall’arabo “qahwa” e dalla sua evoluzione turca “qahvè” dislocando la scoperta dalla Persia allo Yemen fino a raggiungere appunto l’Etiopia.

El bulli – 2006 miglior ristorante al mondo

Cari lettori, ieri sera stavo guardando alla tv uno speciale su Ferran Adrià  e il suo arcinoto ristorante El bulli. Sono concorde che si tratti di un esperienza eccezionale sia visiva che per il palato degustare la sua cucina anche se noto che si puo’ fare a meno sia di usare i denti e le mascelle. Mi sono meravigliato della quantita’ di spume, emulsioni e quant’ altro che non necessitano di masticazione, e non sto’ esagerando perche’ la cena si compone di 32 portate distribuite in 5 ore. A dirla cosi’ sembra una cosa molto lunga ma in effetti non lo è; 32 diviso 5 ore (300 min) fa una portata ogni 9 min e anche se leggerissima quasi inconsistente penso sia uno sforzo notevole.

Gravner, una storia lunga 7000 anni

Gli antichi romani, si sa, bevevano il vino e ne bevevano tanto, ad ogni cena, pranzo o festa che fosse, il vino rosso dava un tocco speciale ad ogni evento, e pare proprio che questa tradizione sia rimasta intatta rafforzando solamente la qualità  e la produzione di questa bevanda divina.

Migliaia di anni fa, ricordando che la storia del vino è lunga 7000 anni, la fermentazione e la stagionatura del vino avveniva in giare di terracotta o argilla interrate lasciando in superfice solo il coperchio il quale veniva saltuariamente sollevato furtivamente per prelevare qualche armonia che solo il vino regalava. La giara interrata forniva ai nostri antenati un forte significato simbolico, paragonando il vino a un dono della madre terra ovvero un frutto che la terra portava in grembo. Inizialmente la produzione non era, come è facile intuire, molto organizzata e spesso il vino non riusciva a conservarsi per lunghi periodi e andava bevuto dopo pochi giorni o al massimo mesi di invecchiamento.