
Trofie al profumo d’estate



Affinché le caserecce con salsa cremosa al radicchio, infatti, risultino perfette, sarà necessario non solamente scegliere ingredienti di ottima qualità, freschissimi e saporiti, bensì anche saperli comporre, con maestria, sapienza e delicatezza, nel migliore dei modi così che la salsa, per quanto cremosa, non risulti eccessivamente pastosa ed il radicchio, ancora croccante, esprima tutto il proprio gusto.


E’ anche vero, però, che la carne rossa del fegato, ricca di elementi preziosi quali, per esempio, il ferro, non potrebbe essere più salutare e, gustata con moderazione, utile all’intero organismo.
Ai meno temerari consigliamo di cuocere codesto piatto non già nello strutto, come vorrebbe la tradizione, bensì nel burro o, ancor meglio, nell’olio extravergine d’oliva aggiungendo, sempre che lo si voglia, delle gustose e sfiziose cipolline.


I sapori ed i colori di questi fusilli, preparati con un sugo di pomodoro aromatizzato con i carciofi e la pancetta, infatti, faranno ben presto dimenticare codeste tristi e piovose giornate e introdurranno, discretamente e piacevolmente, la primavera che sarà.

Proprio per questo, come avrete modo di vedere, questo corposo primo piatto prevede l’utilizzo di cime di rapa, patate, cipolle e salsa di pomodoro, cotti in abbondante acqua bollente e semplicemente insaporiti con poco formaggio grattugiato.


Per quanto apparentemente insolito, come potrebbe in effetti sembrare, codesto accostamento si rivelerà essere tra i più gustosi e degni di apprezzamento.


Quest’erba aromatica, che si può tranquillamente prelevare dalla barba dei comuni finocchi che, abitualmente, siamo soliti consumare in un pinzimonio di verdure, contribuisce a dare ad ogni piatto, ma in particolare alla carne, un gradevolissimo sapore speziato, delicatamente speziato, che sicuramente conquisterà, pur nella propria dichiarata semplicità, ogni commensale.


Colpa, naturalmente, della cultura, povera, all’interno della quale gli gnocchi sarebbero stati inventati e che, come forse qualcuno saprà, faceva di necessità virtù riciclando, in modo creativo, quanto di poco si poteva trovare in casa.
Oggi quelle necessità non esistono più ma è comunque rimasto il piacere di reinventare le vecchie ricette così da renderle maggiormente moderne e maggiormente ricche.

Queste le definizioni, maggiormente appropriate, del risotto che vorremmo presentarvi oggi e che, come si evincerebbe dal titolo, sarebbe caratterizzato da una dolce e lenta cottura non già nel brodo, ovvero non esclusivamente nel brodo, bensì nel succo di limone,e verrebbe infine mantecato con uno yogurt bianco, intero, che lo renderebbe quanto mai cremoso ed appetibile.

In questo modo, adeguatamente regolando la morbidezza e la consistenza della preparazione con un ottimo brodo vegetale, possibilmente realizzato artigianalmente, si sarà sicuri di ottenere un riso quanto mai cremoso e delicato.