Ricetta strozzapreti alla calabrese

di Cristina Baruffi Commenta

Oggi vi presentiamo la ricetta degli strozzapreti alla calabrese, un primo piatto di pasta che si prepara con pomodorini pachino, olive nere e filetti di pesce spada...

Gli strozzapreti sono un tipo di pasta che viene preparata soprattutto in Romagna e nelle vicine Marche fatta con ingredienti semplici, ma che richiede una discreta manualità per ottenere dei buoni risultati. Oggi vi presentiamo la ricetta degli strozzapreti alla calabrese, un primo piatto di pasta che si prepara con pomodorini pachino, olive nere e filetti di pesce spada. I mesi precedenti abbiamo visto altre ricette italiane come i cannelloni, i gnocchi alla sorrentina e la caponata siciliana, ma siamo certi che apprezzerete anche questo piatto.

– 320 g di pasta
– 200 g di fette di pesce spada
– 6 olive nere
– 2 rametti di prezzemolo
– 2 cucchiai d’olio extravergine di oliva
– 2 spicchi d’aglio
– 5-6 pomodorini pachino
– origano
– sale
– pepe

Lavate con cura i filetti di pesce spada, eliminando la pelle e ricavandone cubetti di medie dimensioni, quindi snocciolare le olive, riducetele a pezzettini e tritate il prezzemolo fresco con la mezzaluna. Nel frattempo versate in una padella antiaderente un filo di olio extravergine di oliva con gli spicchi d’aglio schiacciati e lasciateli rosolare per qualche minuto, quindi aggiungete il pesce spada e procedete nella cottura ancora 5 minuti.
Giunti a questo punto unite anche le olive nere, il prezzemolo, l’origano, sale e pepe e cuocete per altri 5 minuti, finché il pesce non sarà cotto uniformemente.
Aggiungete i pomodorini pachino e procedete nella cottura 10 minuti a fiamma dolcissima, intanto che lessate la pasta in abbondante acqua salata.
Scolare la pasta e unitela al condimento.

Approfondimenti:

L’etimologia del termine “strozzapreti” è sconosciuta, tuttavia la leggenda vuole che le donne del paese preparassero per i preti la pasta fatta in casa e che i mariti, evidentemente di estrazione anticlericale, augurassero al malcapitato di strozzarsi.
Altri dicono che questo nome derivi dalla consistenza di questa pasta, capace di domare anche la fame del prete, noto mangiatore, fino a strozzarlo.
La terza interpretazione riguarda il gesto attuato dalla massaia durante la preparazione di questa pasta, visto che deve ricorrere a un movimento secco e deciso per torcere la sfoglia.

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