Cioccolato di Modica

La città  di Modica nel ragusano, è nota per produrre fin dal 1700 una particolare qualità  di cioccolato.

La peculiarità  di questo cioccolato sta nell`essere prodotto secondo una ricetta risalente addirittura alla popolazione azteca.

Ricetta questa introdotta dagli spagnoli durante la loro dominazione in Sicilia. Tipica è anche la forma della barretta, leggermente svasata e con due scanalature che al dividono in tre parti.

Terra Madre

Terra madre è un progetto che si sviluppa nell`ambito dell`organizzazione Slow Food. Slow Food nasce nel 1986 da un`idea di Carlo Pedrini; si tratta di un`associazione internazionale che oggi conta iscritti in più di 130 paesi. Slow Food si propone di riscoprire i piaceri della tavola, evidenziando il carattere sociale dell`alimentazione e la possibilità  di scambio e condivisione.

Quest`associazione nasce come una risposta all`omologazione dei cibi e alla freddezza dei fast food, proponendosi come obiettivo l`educazione del gusto. Slow Food si annuncia come un tentativo di riportare l`attenzione sulle produzioni locali e tradizionali e su un`alimentazione più naturale, sana ed equilibrata. Da qui l`idea di Terra Madre un meeting mondiale che si tiene ogni due anni e che, nel 2008, giungerà  alla sua terza edizione.

Pastiera napoletana

Pasqua si avvicina e così ho deciso di dedicare alcuni articoli alle ricette più gustose da preparare durante questa bellissima festività . Per cominciare dedico il primo articolo di questa serie alla pastiera, un dolce ricco e saporito tipico della tradizione campana. Le origini di questo dolce risalgono probabilmente alle festività  pagane celebrate in onore dell`arrivo della primavera; in particolare la pastiera pare si leghi al culto della dea Cerere, le cui sacerdotesse portavano in processione l`uovo, simbolo di fertilità .

Preparazione Ragù


‘O ‘rraù
‘O ‘rraù ca me piace a me
m’ ‘o ffaceva sulo mammà .
A che m’aggio spusato a te,
ne parlammo pè ne parlà .
io nun songo difficultuso;
ma luvà mmel’ ‘a miezo st’uso
Sì, va buono: cumme vuò tu.
Mò ce avéssem’ appiccecà ?
Tu che dice?Chest’ ‘è rraù?
E io m’ ‘o mmagno pè m’ ‘o mangià …
M’ ‘a faja dicere na parola?…
Chesta è carne c`’a pummarola

Questa poesia la dedicò il grande Eduardo De Filippo nella sua commedia “Sabato, domenica e lunedì” a un cibo unico e speciale: il ragù, che, come l`autore afferma, non è semplicemente “carne c`‘a pummarola”.

Gualtiero Marchesi

I tre aggettivi che possono descrivere la cultura culinaria di Gualtiero Marchesi sono “semplice” degustabile anche da chi possiede allergie alimentari, “buono” e “bello” e questi sono anche i principi fondamentali della sua cucina che ha portato nei suoi ristoranti. Per lo chef di fama mondiale Gualtiero Marchesi un piatto espropriato del superfluo esprime tutta la sua armonia di gusto e di colore ed è così che al ristorante Erbusco vengono proposti i piatti ad una clientela elegante che apprezza i veri sapori della buona cucina.

Cucina italiana in un constesto culturale

Si parla molto spesso, e molte volte a sproposito, di radici, non nel contesto gastronomico, ma in un contesto socio-culturale molto ampio che va dalla religione alle + normali abitudini di vita. qui a seguito vorrei parlare di radici culturali del campo che mi compete cioè il mestiere di cuoco. ll mio modo di cucinare è prettamente italico con una forte componente emiliano-romagnola visto che da li io vengo.

Gravner, una storia lunga 7000 anni

Gli antichi romani, si sa, bevevano il vino e ne bevevano tanto, ad ogni cena, pranzo o festa che fosse, il vino rosso dava un tocco speciale ad ogni evento, e pare proprio che questa tradizione sia rimasta intatta rafforzando solamente la qualità  e la produzione di questa bevanda divina.

Migliaia di anni fa, ricordando che la storia del vino è lunga 7000 anni, la fermentazione e la stagionatura del vino avveniva in giare di terracotta o argilla interrate lasciando in superfice solo il coperchio il quale veniva saltuariamente sollevato furtivamente per prelevare qualche armonia che solo il vino regalava. La giara interrata forniva ai nostri antenati un forte significato simbolico, paragonando il vino a un dono della madre terra ovvero un frutto che la terra portava in grembo. Inizialmente la produzione non era, come è facile intuire, molto organizzata e spesso il vino non riusciva a conservarsi per lunghi periodi e andava bevuto dopo pochi giorni o al massimo mesi di invecchiamento.

Il sigaro come fedele amico

Alla fine sono solo delle foglie di tabacco essiccate arrotolate abilmente da mani esperte, questo è il sigaro. Ma allora perchè è così importante? Innanzi tutto il sigaro non è sempre stato uno status simbol, le foglie di tabacco arrotolate e fumate con il naso venivano usate molto prima della scoperta dell’america, ma dopo questo gli europei hanno saputo rendere impotante questa delicata tradizione secolare.