Fritto alla romana VS fritto alla piemontese, quale scegliereste?

di Alba D'Alberto Commenta

Fritta è buona qualsiasi cosa. In genere le cose che fanno male al cuore e fanno ingrassare sono anche molto gustose. Ma di tanto in tanto, magari nei giorni di festa, non per esagerare ma per deliziarsi affrontando anche la tradizione culinaria dello Stivale, si può friggere qualcosa. Noi vogliamo fare di più: vogliamo confrontare due stili di frittura

In questi giorni abbiamo parlato del fritto misto alla romana e del fritto misto alla piemontese che quanto agli ingredienti hanno molto in comune perché in fondo nascono dalla stessa esigenza, quella di non sprecare le frattaglie che seguono alla macellazione. Poi i piatti, quasi per una naturale esigenza di gusto, sono arricchiti con la verdura, anch’essa fritta. Eppure lo stile della frittura varia molto. 

Riepiloghiamo: il fritto misto alla piemontese si fa per tradizione con animelle, rognoni, filoni, cervella, fegato e testicoli degli animali macellati, in genere agnelli, vitelli e maiali. Il fritto misto alla romana, invece, si prepara con cervelli, animelle, schienali cui vanno aggiunti i carciofi. Almeno quelli. 

Dal punto di vista degli ingredienti, quindi, il fritto misto alla piemontese è leggermente più vario ma quello alla romana include di default la verdura, o meglio i carciofi che nel panorama culinario romano sono molto comuni e preparati con gusto. L’ultima versione del fritto misto alla piemontese include tagli di carne più prelibata, nonché le cosce di rana. Il fritto misto alla romana che si prepara durante le feste, aggiunge ai carciofi altre varietà di verdura dal sapore delicato come le zucchine e le carote. 

Quello che però maggiormente differenzia il fritto misto alla romana da quello alla piemontese è lo stile di frittura perché mentre nella cucina del Nord Italia gli ingredienti si passano del pan grattato prima dell’immersione nell’olio, al Centro, nel Lazio si usa invece passare gli ingredienti nella farina prima della frittura, ma non senza aver sottoposto cervelli, animelle e schienali ad un apposito trattamento. 

 

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