Chef Rubio e la cacio e pepe nella lingua dei segni

di Alba D'Alberto Commenta

Nel cartone animato Ratatouille, cintando lo chef Gusteau si ripete in continuazione che chiunque può cucinare. Non si capisce perché, allora, ci sia voluto così tanto tempo per realizzare delle video ricette accessibili anche a chi non può sentire. Il merito è della collaborazione tra Chef Rubio e l’IRSS.

Il video della prima ricetta nel linguaggio dei segni è stato presentato in anteprima da Repubblica.it. Chef Rubio ha raccontato nella Lingua dei Segni Italiana (LIS) un piatto tipico della tradizione romana: gli spaghetti cacio e pepe che, diversamente rispetto a quanto si possa pensare, non richiedono l’uso dell’olio e nemmeno del latte o del burro. 

Il cuoco protagonista di Unti e Bisunti ha deciso di produrre la prima di una serie di video ricette accessibili a un pubblico di persone sorde. La prima ricetta è quella vera, anzi ‘verace’: niente olio, né panna e niente burro. Il bello di Chef Rubio non soltanto nel suo uso “didattico” del linguaggio dei segni ma anche nella mimica che rende tutto il video ancora più divertente. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’ ISSR – Istituto Statale Sordi, prima struttura e scuola pubblica per sordi attiva dal 1784 a Roma.

Il video tutorial sarà a sostegno della III edizione del Cinedeaf, il Festival Internazionale del Cinema Sordo in programma a Roma dal 5 al 7 giugno 2015. Chef Rubio quest’anno ne è il testimonial. L’iniziativa che porterà Chef Rubio a diramare le sue lezioni di cucina con altre ricette, punta a favorire l’integrazione tra sordi e udenti, per sostenere la campagna per il riconoscimento della LIS come una lingua ufficiale, come previsto dalla convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006 e come già avviene in altri 44 paesi del mondo.

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