La moda della zuppa coltivata in Puglia

di Alba D'Alberto Commenta

Normalmente la zuppa è considerata un pasto che serve per riscaldare l’animo e rinfrancare il corpo durante le giornate molto fredde. Per questo il pasto a base di zuppa è tradizionalmente associato ai Paesi nordeuropei e alle regioni settentrionali nel Belpaese. In realtà, anche al Sud, in Puglia ad esempio, la tradizione delle zuppe è forte e vi spieghiamo perché. 

Forse è vero che sul Tavoliere pugliese non fa così freddo come sulle Alpi ma ciò non toglie che in inverno si senta l’esigenza di avere in tavola qualcosa di caldo. Ora non vogliano dire che i pugliesi devono mettersi lì a fare la copia dei cappelletti in brodo e non vogliamo dire che anche in questa splendida regione debba imperversare la moda nordeuropea della soupe. Anche perché di zuppe ce ne sono in abbondanza anche nei ricettari regionali. 

Abbiamo già presentato la zuppa di cozze, piena di peperoncino, fatta alla maniera tarantina e confrontata con le cozze fatte alla vastese. Ma la zuppa che andiamo cercando è un’altra, quella cremosa, quella brodosa, quella che si mangia d’inverno e basta. 

Una zuppa che si usa molto in Puglia è quella di zucca e patate, un piatto contadino che si serve come piatto unico accompagnato dal pane raffermo casareccio. Si prepara con strati di patate, zucca e cipolla, aggiungendo pomodori e olive in una pirofila, coprendo tutto con acqua e infornando per quasi un’ora. Ma anche qui non siamo di fronte alla zuppa classica, quella che si mangia con il cucchiaio per intenderci. 

L’errore è nella nomenclatura perchè per le cose brodose in Puglia dovete parlare di minestre e così la tradizione vi restituire piatti come la minestra di fave e cicoria, utilizzata negli ultimi geloni prima dell’arrivo della primavera. Per tutti gli altri mesi invernali, invece, ci si deve affidare alla zuppa di pane alla pugliese che richiama molto alla memoria la pappa col pomodoro. E voi quali conoscete?

 

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