Pesce e vino rosso? Si può fare. L’Italia vince il tabù

di Daniele Pace Commenta

Il pesce con il vino rosso non è più un tabù, se si fanno i giusti abbinamenti, come nella tradizione siciliana, l'unica regione italiana che prima accettava questo incontro.

Pesce e vino rosso

Per gli anglosassoni, bere il vino rosso con il pesce è un fatto normale, ma per gli italiani è un vero e proprio sacrilegio, un tabù che però negli ultimi anni inizia a cadere.

Alcune ricette erano già abbinate con un vino rosso, ma si trattava di casi particolari, incursioni su pesci dal sapore forte, come il tonno in Sicilia, dove il Cerasuolo vinificato leggero è un ottimo accompagnamento.

Ora però si tende ad abbinare il rosso sempre di più, con i piatti di pesce, seguendo, chiaramente, una determinata logica. La scelta ricade sulle ricette a lunga cottura, e dagli aromi forti, che meglio supportano il rosso, ma non solo. Poi c’è la cucina asiatica, che chiama sempre il rosso, ad esempio per il sushi.

Naturalmente non possiamo accompagnare il pesce con un Barolo, ma piuttosto con un vino fresco, non troppo concentrato ed alcolico, leggero nei gusti e con poco tannino, per non coprire i sapori.

Gli abbinamenti pesce-vino rosso

Oggi abbiamo molti vini rossi che possiamo usare per il pesce, e nuove mode, come quelli “alla toscana”, che riprendono una vecchia tradizione, quando si aggiungevano le uve passite per ammorbidire il rosso.

I piatti da abbinare sono invece quelli ricchi di condimento, come salsa di pomodoro. Il caciucco è l’esempio più immediato, ma anche gli spaghetti allo scoglio ben si prestano a questo abbinamento, così come il brodetto alla vastese, il pesce spada (come si fa in sicilia) ma soprattutto sarde e cozze.

I vini migliori sono i siciliani, che già si abbinavano alle ricette tipiche dell’isola, come i due Nerello (Cappuccino e Mascalese) se non addirittura l’Etna, facendo attenzione a non scegliere quello troppo corposo.

Al di fuori della Sicilia, già abituata a queste scelte, ecco il pesce azzurro da abbinare ad un brioso Sangiovese di Romagna.

Anche il nord ha i suoi abbinamenti, come gli scampi alla busara (Trieste) con il Refosco o la Bonarda frizzante dell’Oltrepò Pavese.
Per il cacciucco si può usare un Chianti Classico, mentre l’aragosta alla catalana chiede un buon Pinot Nero Riserva, strutturato ma leggero.

Per il tortino alle alici prendete un Sangiovese di Romagna, mentre la ricciola alla griglia si sposa benissimo con la Schiava Grigia.

Gli spaghetti allo scoglio vanno bene con i vini campani a base di Per’ E’ Palummo di Ischia, ma anche con il Lagrein. La pasta con le sarde richiede un più forte Etna rosso, e per il cous cous di pesce scegliete un Cerasuolo di Vittoria.

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