Biferno Doc: orgoglio del Molise rosso rubino

di Daniele Pace Commenta

Si tratta di un bel vino rubino a riflessi granati quando viene sottoposto ad invecchiamento, con un bel gusto asciutto per un vino robusto e tannico.

Il Biferno è un vino ancora poco conosciuto, ma che meriterebbe molta più attenzione da parte dei consumatori. Fatto con il Montepulciano, la zona di questo Doc include gran parte della provincia di Campobasso, dalle montagne dell’entroterra fino alla costa. Solo le montagne più ripide sono escluse dalla zona, mentre tutta l’area collinare è coltivata per produrre questo splendido vino rosso.

Biferno doc De Lellis

Qui la terra è argillosa e molto calcarea, perfetta per tenere le uve asciutte e dare qualità ai profumi del mosto. Una terra antica emersa dal fondo di quello che una volta era il mare. Da qui tutto quel calcare, segno che una vota qui c’era un fondale dove i fossili marini andavano a depositarsi una volta morti.

E qui scorre il fiume Biferno, che da il nome alla Doc e corre per 85 chilometri scavando le rocce per sciogliere tutti quei minerali che andranno nel vino. Una volta il fiume era incostante, secco d’estate e sempre gonfio d’inverno. Poi il Molise creò il Lago di Gualdalfiera e l’acquedotto campano, e tutto divenne regolare.

Il vino

Qui il Montepulciano ha trovato il clima ideale, simile alla madre terra abruzzese, semi continentale e nevoso. Insieme al Montepulciano c’è anche l’Aglianico, che va a tagliare questo vino che merita attenzione.

L’Aglianico è più sensibile, e così occupa la parte costiera, più mite nelle temperature, per produrre tanta uva di buona qualità. Va bene un po’ ovunque, anche se i terreni vulcanici lo fanno rendere al massimo.

La Doc Biferno esiste dal 26 aprile 1983, con un disciplinare tutto rinnovato il 7 agosto 2006, tanto da essere considerata una nuova Doc. I Biferno possono essere bianchi, rossi e rosati e prodotti in circa una trentina di comuni, tutti nella provincia di Campobasso.

Il Montepulciano deve far parte del vino per il 70-80% dell’assemblaggio, mentre il resto deve essere costituito da Aglianico. Le rese non possono superare le 14 tonnellate per ettaro e il rosso viene prodotto anche come Riserva e Riserva Superiore.

Si tratta di un bel vino rubino a riflessi granati quando viene sottoposto ad invecchiamento, con un bel gusto asciutto per un vino robusto e tannico. Il Riserva è invecchiato almeno 3 anni e si beve bene con la pasta al forno e i formaggi erborinati. Il Rosso generico va bene con la carne arrosto, i risotti e la cacciagione.

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