Il San Martino della Battaglia Ottocento 2024 è il vino bianco del momento

Home » vini bianchi » Il San Martino della Battaglia Ottocento 2024 è il vino bianco del momento

Nel panorama vitivinicolo italiano, le denominazioni meno blasonate sanno regalarci sorprese straordinarie, a volte non bisogna per forza affidarsi a etichette di successo per bere di qualità. È il caso del San Martino della Battaglia Ottocento 2024 dell’azienda agricola Pratello, una bottiglia capace di coniugare identità e qualità ad un prezzo accessibile (circa 16 euro), meritandosi a pieno titolo l’ingresso nella guida BereBene 2026 del Gambero Rosso.

San Martino della Battaglia Ottocento 2024

I punti di forza del San Martino della Battaglia Ottocento 2024

Questo bianco nasce nel cuore di una delle DOC più piccole d’Italia. La denominazione, istituita nel 1970, occupa una ristretta fascia di colline moreniche a sud del Lago di Garda, tra Brescia e Verona. Il nome rende omaggio alla storica battaglia del 1859, episodio chiave della seconda guerra d’Indipendenza. Qui si coltiva il Tai (noto in passato come Tocai o Tuchì), un vitigno delicato e di nicchia che trova nei terreni argilloso-calcari del Garda il suo habitat ideale.

L’Ottocento trae forza da vecchie viti a piede franco, ossia piante non innestate su radice americana, tra le più antiche della zona. Nel calice questa peculiarità si traduce in un vino di grande precisione e mineralità, caratterizzato da note luminose di agrume, frutta fresca ed erbe aromatiche, supportate da un sorso sapido, profondo e persistente. Dietro questa etichetta c’è la storia di Pratello, realtà fondata a Padenghe sul Garda nel 1867 da Vincenzo Bertola e oggi guidata dalla quinta generazione della famiglia. Definire Pratello una semplice cantina sarebbe davvero molto riduttivo.

Approfondendo di più la questione, parliamo di un progetto agricolo a tutto tondo basato sulla filosofia dell’“Idea Pratello”, che unisce sostenibilità, biodiversità ed etica del lavoro. Dei 140 ettari complessivi della tenuta, 90 sono dedicati alla vigna, mentre il resto accoglie oliveti, frutteti e pascoli. Oltre alla tutela dei vitigni autoctoni come Turbiana, Groppello e Marzemino, affiancati da esperimenti raffinati con affinamenti in anfora, l’azienda si distingue per un’offerta turistica completa.

Agriturismo, resort, spa e percorsi enogastronomici trasformano l’esperienza del vino in un racconto vivo del territorio. Ci si immerge completamente in questo mondo, assaporandone ogni dettaglio nella sua massima espressione. Vale quindi la pena scoprire a fondo questo mondo ideato dall’azienda agricola Pratello. L’Ottocento 2024 si conferma così il simbolo di una viticoltura resistente e visionaria. Parliamo di una prova tangibile di come passione, riscoperta delle radici storiche e rispetto per la terra possano dare vita a un grande vino alla portata di tutti.

Lascia un commento