Come si puliscono e si conservano gli asparagi

di Alba D'Alberto Commenta

In questi giorni c’è un’ipertrofia di asparagi in giro per cui può essere molto conveniente sapere in che modo questa verdura va pulita e conservata in modo che sia adatta ad essere impiegata nei primi e nei secondi piatti oppure anche come contorno chic. 

In genere quando gli asparagi sono molti, si tratta non di quelli selvatici dal gambo fine ma di quelli dal gambo largo, venduti a mazzetti con le parti finali avvolte nella carta leggera a i gambi tenuti insieme dall’elastico. 

La prima cosa da fare è liberarsi dell’elastico senza rompere le punte dell’asparago che sono molto delicate. Quindi, bisogna liberarsi in modo molto veloce delle parti terminali dell’asparago, dei gambi che risultano biancastri e molto duri. 

Soltanto in un secondo momento, dopo averli lavati sotto l’acqua corrente, potete procedere alla pulizia più accurata e alla cottura, oppure ancora alla conservazione. La prima cosa da fare quindi è lavarli per bene avendo sempre cura delle punte. Poi con un pela patate pulite i gambi della pellicina verde filmentosa e quindi fateli bollire, organizzati a mazzetti in un’asparagera. Se non disponete di questa pentola sappiate che il suo obiettivo è quello di cuocere con l’acqua bollente i gambi e con il vapore le punte che devono restare al di fuori. 

Una volta sbollentati, gli asparagi possono essere conservati in frigo per la realizzazione di piatti succulenti. Per esempio, con una fettina di speck attorno al gambo possono essere grigliati e serviti per antipasto. Ma con una spruzzatina di limone e un goccio di aceto balsamico, senza proteine aggiunte, fanno comunque la loro porca figura. 

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