Anche tra le farine c’è una differenza abissale

di Alba D'Alberto Commenta

Oggi sembra di giocare a “scopri le differenze” basandosi sugli alimenti più presenti nelle cucine italiane. Abbiamo affrontato il problema delle differenze tra legumi e adesso parliamo delle differenze che esistono tra i vari tipi di farine.  Manitoba, integrale, 0 e 00. Quale usate in genere?

Abbiamo utilizzato le informazioni di Greenme per riproporvi le caratteristiche essenziali dei prodotti più diffusi: 

Farina 00: questa farina è la più raffinata ottenuta grazie alla macinazione del chicco di grano di cui si eliminano tutte le parti migliori a livello nutrizionale: germe (ricco di vitamine, sali minerali e aminoacidi) e crusca (ricca di fibre). Risultato? Rimane solo l’amido, ovvero carboidrati semplici ricchi di zuccheri. In sostanza mangiamo qualcosa che non dà quasi nulla al nostro organismo ma che al contrario contribuisce al rialzo della glicemia.

Farina 0: farina un po’ meno raffinata della precedente ma che ugualmente ha perso gran parte dei suoi principi nutritivi, contiene comunque una piccola percentuale di crusca.

Farina 1: meno raffinata delle due precedenti, possiede una percentuale maggiore di crusca.

Farina 2: questa è conosciuta anche come farina semi-integrale. E’ un buon compromesso per chi non vuole passare direttamente all’integrale.

Farina integrale: la migliore in assoluto (anche per il lievito madre), soprattutto se macinata a pietra e quindi senza subire surriscaldamento che potrebbe limitarne i principi nutritivi. E’ questa la vera farina, quella che si utilizzava anticamente prima che si scoprisse come l’estrema raffinazione portasse ad un farina più sottile che dava un pane più bianco e morbido. La farina integrale contiene tutte le parti del chicco ed è per questo un alimento completo.

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