Conoscere le zuppe italiane all’Enoteca Ferrara (ROMA) fino al 20 marzo

di Alba D'Alberto Commenta

Si chiama Enoteca Ferrara ed è nel cuore di Roma, a piazza Trilussa a Trastevere. È qui che fino al 20 marzo è possibile gustare le migliori zuppe della tradizione italiana. Un evento che non richiede nemmeno un esborso economico eccessivo. Mangiare nel cuore di Trastevere a Roma senza spendere troppo è il sogno di tutti. Ecco allora che questo evento organizzato dall’Enoteca Ferrara, cade a puntino. Si tratta del Festival delle Zuppe. Per un mese dal 20 febbraio al 20 marzo ci sarà la possibilità di gustare le minestre tipiche della tradizione italiana ad un prezzo promozionale. Si va dalla minestra di cardi abruzzese alla zuppa di farro di Garfagnana e non solo. 

L’obiettivo di questo evento è di riscoprire insieme agli avventori gli aromi, gli odori, i gusti e le usanze della tradizione tricolore, quella che richiama i profumi del mare, del bosco, dei prati, della collina, della montagna e della campagna. 

Le zuppe proposte dall’Enoteca Ferrara in tutto sono dodici cui ogni sera si aggiungerà la tredicesima chiamata già “clandestina”, a sorpresa in base alla disponibilità dell’Enoteca. Il menu del Festival delle Zuppe sarà abbinato a quello tradizionale. La degustazione di 3 zuppe diverse costerà 12 euro mentre una porzione intera di una sola zuppa costerà 10 euro. Ecco quelle in “programma” oltre le prime due citate in apertura: 

  • Busecca (minestra di trippa alla ticinese);
  • Fregula cun cocciula (minestra di fregola sarda con arselle);
  • Carabaccia (zuppa di cipolle toscana);
  • Jota friulana (zuppa triestina a base di crauti, fagioli e patate e condita con costine);
  • Minestra di broccolo e arzilla (preparata a Roma e a Napoli con ali di razza e broccoli);
  • Mescciua (zuppa spezina, la classica “mescolata” di legumi e cereali);
  • Zuppa della Valsesia (a base di patate, cipolla e porro);
  • Zuppa di zucca mantovana;
  • Cicerchie e cozze (la cicerchia è un legume simile al cecio, ma più piccolo)
  • Acquacotta del bovaro (piatto maremmano a base di carciofi, rigatino, bietola e vino bianco in cui viene cotto l’uovo in camicia e che viene servito con crostini).

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