Quanti tipi di panna conoscete?

di Alba D'Alberto Commenta

È possibile che nel vostro frigorifero sia rimasto un po’ di sugo ma che sia insufficiente per condire tutta la pasta. Il primo pensiero corre alla panna che diluisce il condimento, lo “sbianca” e gli dona un sapore molto delicato. Ma in cucina, come spiegano gli esperti, ci sono tanti tipi di panna. Voi quanti ne conoscete? Abbiamo provato a descrivere i principali. 

La panna da cucina

La panna da cucina è la qualità di panna che serve per allungare il famoso sugo, anche se i difensori dei piatti gourmet sono pronti a picchiarvi sulle mani prima che apriate la confezione. Ironia a parte la panna da cucina, nella migliore delle ipotesi, è sottoposta al trattamento UHT. A livello di ingredienti, non ci sono grandi differenze rispetto agli altri tipi di panna, visto che al massimo trovate la carragenina. A cambiare, rispetto alla panna da montare è la percentuale di grassi, intorno al 21-22%. Troppo pochi per consentirvi di montarla. Questa panna è meglio non cuocerla e il consiglio, anche nelle foto, è di usarla per tortellini e ravioli. 

La panna fresca

In genere questa panna ha subito un processo di pastorizzazione che ne riduce la carica batterica ma non lo sterilizza completamente. Ecco spiegato perché la panna fresca si trova nel frigorifero de supermercati e dura circa una settimana. La percentuale di grassi di questa panna si aggira intorno al 35-36 per cento e naturalmente contiene la carragenina. 

La panna liquida da montare

È come la panna fresca perché contiene crema di latte e carragenina. È sottoposta al processo UHT a temperature elevate e così riesce a resister anche per diversi mesi senza bisogno di essere refrigerata. Per garantirne la maggiore resistenza nel tempo, però, è compromessa un po’ la capacità di montare. Ma niente di grave. 

La panna vegetale

Mettere insieme panna e vegetale è un po’ un ossimoro. Se è panna non può essere vegetale. Per cui cosa abbiamo di fronte? Si tratta di una panna cui sono aggiunti dei grassi di origine vegetale per fare in modo che si ossa montare. Si tratta di grassi idrogenati considerati non sempre salubri perché l’idrogenizzazione produce grassi di tipo cis ma anche quelli di tipo trans. 

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