Il cibo erotico esiste davvero? I suggerimenti di Dalì

di Alba D'Alberto Commenta

Salvador Dalì non era un cuoco ma è stato artefice di un trattato molto interessante sulla cucina erotica, “Les Diners di Gala” che ci fa riflettere sull’esistenza del cibo erotico o afrodisiaco. 

Salvador Dalì diceva che la mascella è il nostro strumento migliore per cogliere la conoscenza filosofica e lo diceva promuovendo il rapporto molto particolare che esiste tra cibo ed erotismo. In fondo, da piccolo, voleva fare il cuoco e considerava il cibo qualcosa dall’assoluto valore morale.

Nel parlare del cibo afrodisiaco Dalì dice che cozze e ostriche, proprio secondo il protocollo, come le aragoste riescono a dare un po’ di pepe ad una serata romantica ma non per la poesia che i molluschi e i crostacei ispirano, ma per il loro alto contenuto di zinco. Una motivazione poco poetica ma reale, confermata anche da biologi e nutrizionisti.

Lo zinco aumenta la produttività del seme negli uomini e secondo gli esperti è essenziale per la buona eiaculazione. Diverso è il caso dell’alcol che andrebbe tolto anche dalle classiche portate considerate afrodisiache come ostriche e champagne.

Secondo il segretario generale della società italiana di urologia non esistono dei cibi assolutamente afrodisiaci perchè in fondo è la corretta alimentazione a garantire una buona salute sessuale, tuttavia esistono dei cibi che favoriscono l’attività sotto le lenzuola.

Alcuni cibi che per comodità si definiscono afrodisiaci, sono molto conosciuti: il peperoncino è uno di questi. Altri sono ugualmente afrodisiaci ma il loro potere nascosto non è noto a tutti: parliamo ad esempio di avena e miele che riattivano la produzione di testosterone grazie al loro contenuto di boro. In realtà ci sarebbe da inserire nel menu afrodisiaco anche l’uovo che con le sue proteine riequilibra il livello di ormoni maschili e aumenta il desiderio.

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