Lo sformato, realmente, a cosa serve?

di Alba D'Alberto Commenta

Cucinare uno sformato può avere più di un obiettivo: sicuramente serve a sminuzzare le verdure al punto da renderle commestibili a chi non ha denti, siano essi bambini, anziani o chi per loro. Ma c’è anche chi usa lo sformato per liberarsi di diversi residui presenti nel frigorifero. 

Il segreto dello sformato è nello sminuzzare le verdure, così che si possano cuocere al forno senza l’ausilio di alcunché. Il problema però non sono le verdure, ma tutto quello che ci sta intorno, attaccato, invischiato. Alla fine lo sformato serve a tantissime cose tranne che per la dieta. 

Facciamo l’esempio dello sformato di zucchine. Una persona che ama mantenersi in forma è probabile che adotti lo stratagemma “frittata” e mescoli i minuscoli dadini di zucchina con uova e formaggio prima di stenderli magari su un bel quadrato di pasta sfoglia. Oddio forse se si ama la dieta si punta tutto sulla cottura a vapore, ma è un altro discorso. 

Qui non si parla della dieta ma dell’equivalente delle verdure fritte. E adesso vi spiego la ricetta che una donna del sud farebbe, uno sformato che pur sembrando incredibilmente ricco, non va comunque considerato domenicale

Sminuzzate 2 zucchine belle grandi e fatele a dadini. Aggiungete un paio di patate fatte altrettanto a dadini. Aggiungete una presa di sale, una bella spolverata di pepe, poi anche 500 ml di besciamella per far sì che le zucchine restino morbide, 3 uova, un paio di sottilette, due belle manciate di formaggio, possibilmente di due tipi differenti, quindi un po’ di pan grattato. 

Mescolate tutto e poi disponete quella crema con i pezzetti di zucchine in una teglia unta dove avrete sparpagliato del pangrattato. E anche sulla superficie dello sformato mettete una bella dose di pangrattato che contribuirà alla formazione della crosticina. 

Se vi avanza qualche salume o qualche pezzetto di formaggio, aggiungetelo. Sconsiglio l’uso dell’aglio che anche si mette per dare odore allo sformato ricco. Non si sa mai che un dadino di aglio capiti tra i denti del vostro commensale più esigente. 

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