In calo il consumo del vino nel 2026: le nuove previsioni di mercato

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Occhio al consumo del vino nel 2026. Il settore vitivinicolo dell’Unione Europea si appresta ad affrontare un decennio di trasformazioni strutturali. Secondo il recente rapporto EU Agricultural Outlook 2025-35, il comparto subirà una contrazione significativa dettata da mutamenti sociali, demografici e produttivi. Non sembra esserci quindi un futuro roseo per tale settore.

consumo del vino

Va monitorato il consumo del vino nel 2026

Approfondendo la questione, la previsione principale indica una flessione costante del consumo interno pari allo 0,9% annuo. Entro il 2035, si stima che ogni cittadino europeo consumerà mediamente 19,3 litri di vino l’anno, segnando un calo complessivo del 9% rispetto al quinquennio precedente. Questa tendenza è alimentata da tre fattori chiave.

In primis la consapevolezza sanitaria, ossia una maggiore attenzione nei riguardi del benessere e della salute pubblica. Altro aspetto importante è chiaramente il cambio generazionale, con i consumatori più giovani che si orientano verso uno stile di vita “moderato” o a basso contenuto alcolico. Infine ritroviamo il premiumization, nonostante il calo dei volumi, cresce l’interesse verso vini di fascia alta e di qualità superiore. Sebbene le bevande dealcolate o a basso grado alcolico siano in crescita, la Commissione stima che i loro volumi rimarranno marginali rispetto al mercato tradizionale.

La crisi dei consumi colpirà duramente soprattutto i mercati storici come Francia e Germania. La risposta del lato offerta sarà una riduzione produttiva dello 0,5% annuo, con un obiettivo di circa 138 milioni di ettolitri entro il 2035. Questo declino sarà causato principalmente dalla contrazione delle superfici vitate (prevista dello 0,6% annuo). Per gestire le eccedenze e riequilibrare il mercato, l’Unione Europea ha già dato il via libera a finanziamenti per lo sradicamento dei vigneti, accogliendo le richieste dei produttori in difficoltà.

Anche l’export, storicamente pilastro del settore, subirà una flessione dello 0,6% annuo. Il mercato europeo risente della saturazione e del calo della domanda in aree strategiche come gli Stati Uniti e il Regno Unito. Nonostante l’emergere di nuove opportunità in America Latina e Africa, questi mercati emergenti non sembrano ancora in grado di compensare le perdite subite nelle aree commerciali consolidate.

C’è insomma una netta disparità tra le due zone che al momento sembra essere davvero complicata da risolvere. Inevitabilmente il settore vinicolo si ritroverà ad essere ancora una volta più che penalizzato. In conclusione, il decennio 2025-2035 rappresenterà una sfida di resilienza per i produttori europei. La parola chiave sarà adattamento: ridurre le quantità per puntare sul valore, rispondendo a un consumatore globale sempre più attento alla qualità che alla quantità. Sicuramente si tenderà a bere di meno, ma dando priorità alla qualità.

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