Si può dimagrire respirando? La burla del BMJ

di Alba D'Alberto Commenta

Le feste sono finite da ormai due settimane ma perdere peso non è così facile come sembra e chi vuole vedere i risultati immediatamente non è stato di certo accontentato. Eppure la voglia di ritrovare la forma fisica e poi conservarla è tantissima visto che tra gli articoli più popolari in rete ci sono quelli dedicati alle diete, dalla dieta dell’orologio a quella che propone di dimagrire respirando. Ma è una bufala. Ecco perché. 

Il British Medical Journal è considerato una fonte autorevole per numerose ricerche scientifiche e relative al benessere e alla salute ma notoriamente, gli scienziati che vi scrivono, per Natale, propongono ai lettori delle ricerche divertenti e fantasiose, un po’ come la spiegazione della fisica dei cartoni animati. Lo ha detto anche Dario Bressanini nella sua Scienza in Cucina. 

A Natale 2014 hanno dato in pasto al web una ricerca che si chiama When somebody loses weight, where does the fat go? ovvero, quando si perde peso, dove finiscono i chili di troppo. Anche i più ignoranti in scienza, come me, direbbero: si trasformano! Visto che nulla si crea e nulla si distrugge. In effetti alla base del gran numero di formule presenti nell’articolo, c’è il primo principio della termodinamica unito al principio di conservazione della massa citato proprio all’inizio dell’articolo. 

Il pezzo che forse è meglio costruito e trae in inganno è quello in cui si dice che 

La stechiometria mostra che la completa ossidazione dei 10 kg di grasso umano richiedono l’inalazione di 29 chili di ossigeno con la produzione di 28 kg di CO2 e 11 kg di H2O. Questo ci racconta qual è il destino metabolico del grasso, anche se non dice niente sulle proporzioni della massa raccolta in quei 10 kg di grasso che diventano anidride carbonica o acqua durante la perdita di peso.

Insomma, per perdere 10 chili di grasso basterebbe respirare 29 chili di ossigeno in modo da trasformare i trigliceridi fatti di carbonio, idrogeno e ossigeno, in acqua e anidride carbonica. Questo sarebbe il processo. 

C55H104O6+78O2?55CO2+52H2O+energy

E c’è anche una foto che spiega tutto:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La conclusione dello studio dice sostanzialmente che:

1. se si mangia troppo (anche piccole quantità di cibo in eccesso), l’attività fisica serve a poco (o comunque non è efficace come si spera),

2. i polmoni sono fondamentali per la perdita di peso perché contribuendo alla scissione dei trigliceridi in molecole di acqua e anidride carbonica (che poi si espellono respirando, piangendo, urinando, etc.), non fanno che confermare l’adagio secondo il quale per dimagrire bisogna “mangiare meno e muoversi di più”.

Come dargli torto? Quindi non dicono che si dimagrisce soltanto respirando ma che se non si respira bene è più difficile perdere peso. È anche più difficile vivere però… ecco la conclusione in lingua originale. 

Physical activity as a weight loss strategy is, therefore, easily foiled by relatively small quantities of excess food. Our calculations show that the lungs are the primary excretory organ for fat. Losing weight requires unlocking the carbon stored in fat cells, thus reinforcing that often heard refrain of “eat less, move more.” We recommend these concepts be included in secondary school science curriculums and university biochemistry courses to correct widespread misconceptions about weight loss.

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