San Daniele o Sauris? Il crudo va comunque a ruba

di Alba D'Alberto Commenta

La cucina casalinga piace anche se abbiamo scoperto che non fa sempre bene alla salute, ma ancora di più, soprattutto in occasione delle feste comandate, a piacere è la cucina tradizionale. E cosa c’è di meglio che il classico antipasto all’italiana con i salumi freschi e saporiti che la nostra terra ci regala? Niente, a patto di trovare quello che si desidera. Sul San Daniele ci sono dei problemini! 

L’antipasto all’italiana con il tagliare di salumi è una delle cose probabilmente più richieste al ristorante sia da chi ama la tradizione tricolore, sia da chi non se la sente di osare con fritti e altre proposte spesso fantasiose, bruschette a parte. Che i salumi vadano a ruba lo sanno soprattutto i produttori di San Daniele. 

È di quest ore la notizia che il prosciuttificio Coradazzi di San Daniele del Friuli, un’azienda artigiana che fa onore ai prodotti made in Italy, ha dovuto sospendere lo shop online perché li ordini ricevuti tramite internet dai clienti, per il secondo anno consecutivo, superano la produzione di prosciutti stagionati. Questa situazione è attribuita alla moda del regalo gastronomico e alla voglia di tanti italiani di fare regali utili e buoni. 

Lo shopping online è strategico per l’azienda Coradazzi che ha una rete di clienti consolidati ma è anche molto attiva nella ricerca di nuovi clienti. La sua produzione è di circa 13 mila pezzi all’anno ma c’è una tendenza all’allungamento della stagionatura oltre i 13 mesi canonici. In alternativa al prosciutto San Daniele, per chi non lo conoscesse, esiste un prosciutto altrettanto buono, quello crudo di Sauris, prodotto sempre nella stessa zona e sempre disponibile in rete. 

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