ferranadria-re.gif Cari lettori, ieri sera stavo guardando alla tv uno speciale su Ferran Adrià e il suo arcinoto ristorante El bulli. Sono concorde che si tratti di un esperienza eccezionale sia visiva che per il palato degustare la sua cucina anche se noto che si puo’ fare a meno sia di usare i denti e le mascelle. Mi sono meravigliato della quantita’ di spume, emulsioni e quant’ altro che non necessitano di masticazione, e non sto’ esagerando perche’ la cena si compone di 32 portate distribuite in 5 ore. A dirla cosi’ sembra una cosa molto lunga ma in effetti non lo è; 32 diviso 5 ore (300 min) fa una portata ogni 9 min e anche se leggerissima quasi inconsistente penso sia uno sforzo notevole.

Si…penso e pensero’ per parecchio tempo a questo sublime cuoco ,il piu’ grande tra i contemporanei, capace di elaborare qualsiasi accostamento e nel frattempo di dare sapori tradizionali, quasi antichi, a piatti futuristici. Penso e pensero’ a lungo a 35 cuochi e altrettanti camerieri e addetti vari che lavorano in un unico ristorante che nemmeno potrebbe farli sedere tutti. Penso e pensero’ a quei 500 euro che con un buon vino servono per mangiare da Ferran Adrià. ferranadria.jpg

La carriera di questo meraviglioso quanto prestigioso cuoco spagnolo ha inizio nel lontano, ma non troppo, 1980 all’Hotel Playafels di Ibiza dove svolgeva mansioni di lavapiatti, senza però perdere l’opportunità di imparare nuovi piatti grazie all’aiuto dello chef dell’hotel e un anno dopo ha dovuto staccarsi per andare a svolgere il servizio militare in qualità di cuoco. Aveva 22 anni, di ritorno dal servizio militare, che Adrià entra a far parte dello staff del ristorante a Roses nella Costa Brava El Bulli allora sconosciuto, ma dopo pochi mesi di lavoro ne diventò chef.

Da subito Adrià inizia a sfidare il palato dei propri clienti giocando con i contrasti di sapori, di colori e di temperature tipiche della sua gastronomia molecolare.

Per mantenere intatta la sua personalità di scenziato della cucina il ristorante El Bulli viene aperto al pubblico solamente pochi mesi, da aprile a settembre e durante la stagione di chiusura, Ferràn Adrià dedica il suo tempo al suo personalissimo laboratorio El Taller a Barcellona dove sfrutta la sua scienza per mettere a punto nuovi gusti e nuovi sapori che verranno poi proposti nella prossima stagione.

L’immagine di Adrià è quella del cuoco professionista che vuole far parlare di se, vuole essere ricordato per entrare nel palato della gente e sfruttare ogni sensazione che questo può regalare. Tutto viene creato per stupire e niente viene lasciato al caso. Per chi se lo può permettere El Bulli va provato almeno una volta nella vita.



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