
Secondo la leggenda questo piatto sarebbe stato preparato per la prima volta da alcune suore nel monastero di San Vito a Palermo. Oggi lo si trova nelle rosticciere ma soprattutto nelle vetrinette degli ambulanti, che girano sui loro tre ruote detti lapini, invitando i passanti ad assaggiare questa prelibatezza.
Il suo nome deriva dalla parola sfincia che indica qualcosa di molto morbido, infatti lo sfincione è più soffice della pizza tradizionale. Ma vediamo subito come preparare questa bontà. Cominciamo con gli ingredienti; quelli che servono per preparare l’impasto sono: farina, acqua, lievito di birra, sale e un po’ d’olio, mentre quelli per il sugo sono: salsa di pomodoro, mollica di pane, acciughe salate, cipolla, caciocavallo e olive nere.
Iniziamo disponendo la farina a fontana al centro di una spianatoia, aggiungiamo il lievito sciolto in un po’ d’acqua tiepida e mescoliamo il tutto. Durante la lavorazione dell’impasto uniamo a quest’ultimo un po’ di sale. Terminata l’operazione lasciamo il composto a lievitare e dedichiamoci alla nostra salsa. Facciamo imbiondire la cipolla tritata finemente in un po’ d’olio, in seguito aggiungiamo la salsa di pomodoro e lasciamo cuocere. Verso la fine della cottura aggiungiamo un po’ di mollica di pane o pan grattato confezionato per addensare il sugo.
Pronta la nostra salsa, riduciamo a pezzetti le acciughe e tagliamo a cubetti il caciocavallo. Dopo aver lasciato riposare la pasta per circa 2 ore, se si desidera ottenere la morbidezza che contraddistingue lo sfincione tradizionale, il composto va rimpastato con un goccio d’olio e lasciato nuovamente lievitare per almeno altre due ore. Passato il tempo necessario per la lievitazione, la pasta va stesa con le mani in una teglia unta d’olio.
Sulla superficie della pasta vanno disposti prima i pezzetti di acciughe, poi il caciocavallo a cubetti e infine si cosparge con la salsa di pomodoro e cipolle e le olive nere snocciolate. Condiamo lo sfincione con un filo d’olio e una spolverizzata di origano e poniamo in forno a 220° per circa 30 min. Tagliamo a fette e serviamo; lo sfincione è ottimo sia tiepido che caldo.
Chiara










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Luglio 15th, 2008 a 2:19 pm
Brava Chiara, ottima la recensione dello Spincione! (a Palermo molti lo chiamano così!) e come dicono i venditori ambulanti sul “lapino” Chi ciavuruuuuuu (che profumo)