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Ode al Vino è un blog dedicato alla cucina italiana e internazionale. Ogni giorno vengono approfonditi argomenti di carattere enogastronomico. Il blog è costantemente aggiornato con ricette classiche e moderne.
 Le ostriche sono un mollusco a due valve, una delle quali, l’inferiore per la precisione, è di solito più grande. All’esterno le valve sono rugose e grigie, mentre il loro interno è bianco e liscio. Alcune ostriche producono le perle, in particolare quelle dei mari orientali. Il mollusco interno è molto apprezzato come cibo, avendo carni consistenti e saporite. Inoltre questo prodotto risulta essere uno dei cibi più afrodisiaci in circolazione. Secondo le voci più accreditate pare che, per ottenere l’effetto di risvegliare i sensi, debbano essere mangiate esattamente dodici ostriche a testa.
Le ostriche tonde sono più pregiate di quelle allungate, quindi costano di più; il tipo più rinomato è quello chiamato Belon. Per assicurarsi della bontà dell’ostrica occorre che il mollusco interno sia vivo nel momento in cui si apre la conchiglia. Le ostriche sono ottime come antipasto, crude e condite col limone; ma c’è una ricetta, sfiziosa e particolare, opera della cucina americana, che vi farà preparare un antipasto con questi molluschi davvero speciale: le ostriche alla Rockfeller.
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La cucina araba, ai giorni nostri, sta avendo un successo veramente incredibile, si parte dal kebab, passando per l’ humus, fino ad arrivare ai felafel. I felafel sono delle polpettine fritte a base di ceci e fave dal gusto unico e saporito.
La diffusione dei felafel è avvenuta in occidente in tempi recenti, per via, oltre del loro ottimo sapore, anche della loro praticità; i felafel sono infatti conosciuti come un piatto d’asporto caratteristico dei negozi take away.
La parola felafel deriva da un termine arabo che significa pepe, probabilmente perché la forma di queste gustose polpettine ricorda i granelli di pepe. L’origine di questa pietanza pare sia egiziana; in questo luogo le fave sono, infatti, un alimento basilare nella dieta della popolazione locale.
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Il kebab, conosciuto anche come kebap, è un piatto a base di carne, tipico della cucina mediorientale. Questo cibo ha conosciuto un grande successo in tutto il mondo per il suo sapore unico, per i suoi costi ridotti e per il fatto di essere un’alternativa etnica ai fast-food americani. Il termine kebab deriva dal turco “Döner Kebap” che significa semplicemente carne che gira, non a caso anche il termine greco gyros e il termine arabo shawarma, usati per indicare lo stesso tipo di prodotto, hanno lo stesso significato.
E’ la sua cottura così particolare a dare al kebab quel gusto inconfondibile che gli appartiene. La carne, se volete un kebab originale, deve essere o di agnello o di montone o di vitello o di pollo ma non di maiale, visto che la cultura mussulmana la vieta; il kebab fatto con carne di maiale può, in realtà, essere soltanto il gyros greco. Il metodo di cottura classico è lo spiedo verticale; la carne viene tagliata in fette sottili, condita con varie spezie, salata e infilzata nello spiedo (a volte può essere anche marinata).
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Il baklava è un dolce tipico della cucina mediorientale, di cui Grecia e Turchia, si contendono le origini, ormai da moltissimi anni. La rivendicazione greca di questa prelibatezza si basa su alcune fonti che testimoniano la comparsa già in epoca bizantina di un dolce a strati fatto di noci e miele, mentre i turchi rivendicano la paternità del baklava poggiando sul fatto che questo preparato è considerato da tempo immemore il dolce dei sultani.
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Tra le ricette arabe meglio conosciute in tutto il mondo troviamo la ricetta di hummus, tipica soprattutto del Libano e della Siria, fatta con ceci e tahini, che ormai fa parte della più classica cucina mediterranea. Ancora oggi non si conoscono le origini del piatto ma per certo si sa che l’hummus è un preparato molto antico. Compaiono citazioni rispetto le sue eccezionali proprietà nutritive già nell’antica Grecia e nell’ antico Egitto. L’hummus è conosciuto nelle varie zone orientali con appellativi diversi (hummos, hummous o humus) ed è servito di solito come meze, cioè come antipasto accompagnato da pezzetti di pita.
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