Cene Musicali, cucina e vita monastica a Serra de’ Conti

di Fabiana Commenta

Tre cene speciali per degustare le delizie della cucina di Ancona, dal 20 luglio al 10 agosto

monasteroTre cene speciali all’insegna del salto del passato: sono le Cene Musicali che si terranno a Serra De’ Conti, piccolo centro in provincia di Ancona e in una cornice del tutto particolare.

Le cene infatti si svolgeranno presso il Museo delle Arti Monastiche all’interno del suo meraviglioso giardino panoramico e nel Chiostro di San Francesco, adiacente al Palazzo comunale. 

Location magnifica che regala un’atmosfera magica, un tuffo nel passato: l’appuntamento è fissato per sabato 20 luglio, sabato 3 agosto e sabato 10 agosto. 

Le cene musicali di Serra de’ Conti nascono con l’idea rilanciare tutti gli elementi caratteristici del territorio particolarmente ricco per l’offerta culturale, gastronomica e territoriale.
Cucina, musica e vita monastica saranno gli ingredienti di tre serate molto suggestive (ovviamente su prenotazione): le cene saranno all’insegna tradizione della cucina serrana con un menù che prevede un primo a base di sagne condite con stoccafisso, olive, capperi e mollica di pane tostata, un secondo a base di cinghiale cucinato e cotto con uva passa, prugne secche e agresto, accompagnata da torta salata con erbe e ortaggi. 

 

 

Le tre cene saranno accompagnate da un raffinato repertorio musicale che attinge dalla musica classica dal Cinquecento al Settecento suonata e interpretata da artisti internazionali e selezionata dal direttore d’orchestra Mirco Barani.
L’idea di creare le cene musicali nasce anche dalla volontà di ricordare il legame che unisce la storia di Serra De’ Conti al convento di clausura di Santa Maria Maddalena che è stato recentemente chiuso.

Le monache di clausura del convento hanno sempre avuto un rapporto ottimo con gli abitanti del piccolo centro, preparando loro medicinali o cucinando per loro.

Prima delle cene sarà anche possibile poter visitare il Museo delle Arti Monastiche, una struttura che raccoglie le testimonianze di cinque secoli di vita claustrale attraverso la raccolta degli oggetti di vita quotidiana. Senza dimenticare la cucina. 

 

Foto Thinkstock

 

 

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