Ricetta tigelle

di Cristina Baruffi Commenta

La crescentina modenese, conosciuta anche con il nome di tigella, è un prodotto agroalimentare che viene preparato soprattutto in prossimità di alcune feste in tutte le trattorie nei pressi di Bologna e Modena.

La crescentina modenese, conosciuta anche con il nome di tigella, è un prodotto agroalimentare che viene preparato soprattutto in prossimità di alcune feste in tutte le trattorie nei pressi di Bologna e Modena. Le tigelle sono dei “panini” tradizionali che vengono preparati con acqua, farina di grano tenero, lievito di birra strutto e olio di oliva e alla quale possono essere aggiunti alcuni ingredienti come per esempio frutta secca, pesto, parmigiano, salumi e nelle varianti dolci marmellata o gocce di cioccolato. Noi oggi prepareremo la variante in cui verranno aggiunte all’impasto base noci, nocciole e uva sultanina.

– 1 kg di farina 00
– 2 cubetti di lievito di birra
– 2 pacchetti di panna da cucina
– 2 cucchiai di olio
– 1 cucchiaio di sale
– acqua tiepida per impastare
– frutta secca

Versare su una spianatoia la farina a fontana, aggiungere il sale, l’olio e il lievito sbriciolato incorporando l’acqua tiepida poco per volta, quindi unite anche la panna e la frutta secca continuando a impastare, finché non otterrete un panetto liscio e senza grumi.
Tirare l’impasto con il mattarello più o meno dello spessore di mezzo centimetro, poi con un bicchiere rovesciato o con la classica formina ricavatene la forma.

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A questo punto disponete le tigelle su un piatto e copritele con un canovaccio 2/3 ore in modo da facilitare il processo di lievitazione. Terminato il tempo di posa cuocetele sul fornello con un tigelliere in alluminio fin quando non saranno dorate sulla superficie.

Approfondimento:

Il nome originario di questo piatto è “crescente”, ma nel corso del tempo si sono diffuse moltissime varianti che cambiano a seconda della zona in cui vengono preparate, infatti nel bolognese si identificano con il termine crescente” e “crescentina”. nel primo caso si identifica la variante del gnocco fritto, mentre nel secondo la tradizionale tigella modenese. In passato i dischi di terracotta che venivano usati per cuocere questo impasto venivano chiamate “tigelle” ed è per questo motivo questo piatto viene definito in yuyy’Italia con questo nome.

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