A Pasqua, cari agnelli, si salvi chi può

di Alba D'Alberto Commenta

Una campagna di sensibilizzazione anti agnello pasquale sempre più intensa e truce. Il marketing ci mette lo zampino e ci vuole tutti con gli occhi lucidi, grandi e dolci a guardare negli occhi un povero agnellino e quello che si spaccia per suo protettore. Ma se nessuno mangiasse gli agnelli, non si farebbe comunque del male a qualcuno?

Pasqua è una festa di primavera e state certi, cari amici vegani o semplicemente vegetariani, che le verdure non mancheranno e nessuno ha intenzione di privarvi della pizza rustica con le primizie di stagione, o del brodo di stracciatella senza carne. 

Non è mica un peccato che abbiate scelto di emarginarvi dal resto del mondo che va avanti in questo scempio, in questo gustosissimo e succulento scempio. OK! Scherzi a parte, non è il caso di buttarla sempre “in caciara” come dicono a Roma, sarebbe sufficiente un briciolo di rispetto per chi ama anche la carne, adora l’agnello e non ne farebbe a meno a Pasqua. 

Agnello al forno con le patate, alla scottadito, cacio e pepe, fritto, in umido. Agnello in tutte le salse, come la tradizione prescrive. Non che sia obbligatorio ma non è nemmeno un obbligo astenersi. E poi si sa che rientra tra i piatti che non mancano da nessuna parte a Pasqua

Ad ogni modo cerchiamo di riepilogare con delle foto ed un video, le posizioni contrastanti rispetto all’uso dell’agnello a Pasqua. Chi non vuole inserirlo nel menu, probabilmente si farà intenerire da queste immagini

Pasqua-LAV

Gli altri la penseranno come la Youtuber di questo video che ad un certo punto si chiede: ma l’agnello a pasqua che c’ha da fare?

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