
Si parla molto spesso, e molte volte a sproposito, di radici, non nel contesto gastronomico, ma in un contesto socio-culturale molto ampio che va dalla religione alle + normali abitudini di vita. qui a seguito vorrei parlare di radici culturali del campo che mi compete cioè il mestiere di cuoco. ll mio modo di cucinare è prettamente italico con una forte componente emiliano-romagnola visto che da li io vengo.
Nel nostro lavoro oramai si cucina con gente proveniente da mezzo mondo e sebbene io accetti di buon grado le cosidette contaminazioni mi viene de chiedermi fino a dove ci si puo spingere: il pizzocchero ad esempio non lo si puo stavolgere piu di tanto, non si possono cambiare ingredienti perchè il mio gusto è quello di un nordafricano o mediorientale e a me piace cosi. In Francia Spagna e altrove o cucini in base ai gusti correnti o non cucini.
Contaminarsi va benissimo fa parte del bagaglio culturale ma trasformarsi piu di tanto per abituarsi agli altri non va dene. Come diceva una pubblicita meditate gente meditate
LEO67
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Giu 16th, 2008 a 4:37 pm
[...] di spaghetti al caviale, la seppia al nero ecc. Ogni piatto è ricco di una propria storia e non va assolutamente stravolto, ma va sempre valorizzato e mai [...]